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Derren Brown

il Mentalista
i trucchi Della Mente

scopri i meccanismi inconsci
che controllano la mente

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copyright © objective 2007
First published in great Britain in 2006 by channel 4 Books

this edition published in 2007 by channel 4 Books an imprint of transworld publishers
titolo originale: Tricks of the Mind

Traduzione: Katia prando
Editing: stefania colombo

Grafica di copertina e impaginazione: Matteo Venturi
Stampa: Fotolito graphicolor snc città di castello (pg)

i edizione: novembre 2010
i ristampa: gennaio 2011
ii ristampa: agosto 2011

iii ristampa: Dicembre 2011

© 2010 Edizioni My Life
www.edizionimylife.it - Via garibaldi, 77 - 47853 coriano di rimini

isBn 978-88-6386-108-2

l’autore di questo libro non dispensa consigli medici né prescrive l’uso di alcuna tecnica come forma
di trattamento per problemi fisici e medici senza il parere di un medico, direttamente o indirettamente.
l’intento dell’autore è semplicemente quello di offrire informazioni di natura generale per aiutarvi
nella vostra ricerca del benessere fisico, emotivo e spirituale. Nel caso in cui usaste le informazioni
contenute in questo libro per voi stessi, che è un vostro diritto, l’autore e l’editore non si assumono
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pubblico o privato, escluso l’“uso corretto” per brevi citazioni in articoli e riviste, senza previa autoriz-
zazione scritta dell’editore.

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la notte. Non aveva niente del Rasputin; infatti era allegro,
biondo e aperto nel raccontarne il funzionamento. Mentre
rincasavo quella sera con il mio amico Nick Gillam-Smith,
affermai che sarei diventato un ipnotista.

“Anch’io”, disse lui.
“No, io dico sul serio”, insistetti.
Recuperai tutti i libri che riuscii a trovare sull’argomento

e iniziai a studiare. Ogni giorno c’erano studenti disposti a
fare da cavia sui quali esercitarmi, e in seguito attirai l’at-
tenzione anche di certi topi di biblioteca del college, che si
dimostrarono persino meno reattivi. Proprio quegli armadi,
assi del rugby che mi avevano fatto sentire inferiore a scuo-
la, ora si dimostravano essere i soggetti ideali per questa
nuova abilità che stavo mettendo a punto, e la sensazione
di controllo sopra tali individui era terribilmente attraente.
Iniziai a dare piccoli spettacoli per l’università, oppure ip-
notizzavo gli amici al bar, così sarebbero riusciti a ubriacar-
si bevendo acqua.

Non andavo in chiesa con regolarità da un paio d’anni
ormai, ma ero ancora un credente. Fui sorpreso di sentir
dire da amici cristiani che ipnotizzando le persone davo
accesso alle forze demoniache. Durante uno spettacolo, un
membro dell’Unione Cristiana prese posto nelle ultime file
del pubblico e parlò ad alta voce in varie lingue nel tentati-
vo, presumo, di esorcizzare il male perpetrato sul palco. In
un’altra occasione, una domenica verso Natale, entrai nella
grande chiesa studentesca e fui accolto da un “Cosa ci fa lui
qui?” detto da qualcuno nei banchi sul fondo. Carino.

Ero confuso. Se Dio ci aveva creati, allora presumibil-
mente la mente umana era l’apice della creazione. E certa-

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mente sapevo di avere un’idea migliore di come funzionava
l’ipnosi, rispetto a quella gente. Eppure, non si può giudica-
re un’intera religione in base al comportamento spiacevole
di pochi individui, così me ne infischiai di queste reazioni.
Inoltre, non ero sicuro di dove volessi arrivare con l’ipnosi.
mi ero offerto di fare uno spettacolo per un addio al celiba-
to, e capii che entrare in scena dopo lo show di spogliarelli-
ste lesbiche per far eseguire passi di danza classica a uomini
adulti non era il mio futuro. così un pomeriggio trascorso
da vero perdigiorno curiosando tra le librerie superstiti in
città, mi imbattei nel Complete Course in Magic di mark
Wilson, un tomo entusiasmante e dall’aspetto imponente il
cui cappello a cilindro e guanti bianchi sulla copertina pa-
tinata promettevano di insegnarmi tutto ciò che dovevo sa-
pere per diventare un prestigiatore competente. mi cimentai
nell’impresa di studiarne i segreti e apprenderne i passaggi,
i cambiamenti e i gesti esoterici, per vedere se potevano
funzionare anche per me.

La lenta, strisciante ossessione per la magia, che passò da
interesse a hobby, a causa di divorzio, porta con sé il fasci-
no inevitabile per ciò che è ingannevole e fraudolento nel
mondo del paranormale. La tradizione degli smascheratori di
maghi è quasi altrettanto antica di quella degli impostori a cui
davano la caccia, e probabilmente si accoderà alla linea ine-
vitabilmente più sensazionalistica di psichici e spiritisti e gli
smascheramenti saranno inaspriti e appesantiti dal fatto che
gente disperata alla ricerca di risposte facili raramente prova
interesse nel sentirsi dire che quelle risposte sono bugie o
che chi le ha cercate potrebbe essere stato sfruttato o mani-
polato. Tutto questo, unito al mio amore per la suggestione

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bene un bel ceffone? (Naturalmente sei libero di includere
anche l’autore di questo libro). Chi fa magia, consapevole
del fatto che ci sia l’inganno al fulcro della sua arte, po-
trebbe compensare questa imbarazzante verità sviluppando
una personalità esageratamente forte per proteggersi. Così
facendo, chiede un ulteriore sforzo al pubblico che gli regge
il gioco mentre si prende gioco di loro. se diventa insop-
portabile, lo ricambieranno rapidamente con la derisione.
Cercheranno di sminuire il più possibile quel grande uomo
dallo stile tutto suo. Guarda la reazione alle magie di Blaine
[ndt: prestigiatore e illusionista americano], che di certo
sono state più divertenti e interessanti di altre, eppure for-
se sono state leggermente male interpretate per il loro tono
di autocelebrazione. Confrontale con la pura genialità di
Derren Brown Plays Russian Roulette Live [ndt: spettacolo
live “Derren Brown gioca alla roulette russa”], che ha fat-
to eclissare l’imprigionamento sospeso dell’americano e ha
conquistato i cuori del pubblico britannico.

Per quanto concerne il problema dell’autocelebrazione,
credo proprio che sia fondamentale la questione dell’onestà.
C’è qualcosa di estremamente delizioso, di profondamente
soddisfacente, nel realizzare una combinazione di influenze
e tecniche che formino il metodo dietro a un grande trucco
o magia, una gioia forse non dissimile da quella che prova
un compositore o un pittore quando finisce un pezzo di cui è
soddisfatto. eppure quel piacere è qualcosa che al mago non
è permesso di comunicare a quel corpo cui stancamente ci si
riferisce come pubblico “profano”, mentre guarda giù dalle
vertiginose altezze ecclesiastiche della taumaturgia. Prima di
tutto, perché si rischia di svelare un segreto che in compenso

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disferebbe proprio lo stupore prodotto con successo. Così un
mago, che sotto a tutta la sua ostentazione resta un bambi-
no, nasconde quel lato più affascinante trasfigurandolo nella
solennità e nell’arte dell’autocelebrazione. Il risultato è una
menzogna, inconsistente per giunta, tanto che persino il più
credulone degli spettatori se ne accorgerebbe.

Mi è sempre piaciuta l’idea di comunicare quell’eccita-
zione e il piacere attraverso l’impiego di principi esoterici
oscuri, sia onesti che disonesti. È una forza guida primaria
sottesa al mio lavoro. Questo libro quindi è il genuino ten-
tativo di offrire un’introduzione a questi ambiti che amo.
Per ragioni di spazio, praticità e riserbo di un po’ di mi-
stero non posso spiegare ogni cosa qui; quindi in cambio
dell’impossibilità di essere del tutto aperto, prometto che
sarò completamente sincero. Tutti gli aneddoti sono veri, e
tutte le tecniche sono effettivamente usate.

Continua a leggere, splendida creatura.

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